Dipinti antichi
Giuseppe venduto a Putifarre
Gaspare Diziani, tra i più importanti pittori del Settecento veneto, fu allievo presso la bottega di Antonio Lazzarini a Belluno e, una volta trasferitosi a Venezia, di Gregorio Lazzarini. Ma fu Sebastiano Ricci l'artista che ebbe più influsso sulla sua pittura e grazie al quale acquisì nel corso della vita una grande notorietà. Una fama legata soprattutto all'ideazione di scenografie teatrali, che lo impegnarono nei teatri veneziani e gli permisero di essere chiamato al servizio di Augusto III di Sassonia a Dresda e a Monaco di Baviera. Negli anni a seguire fu attivo in diverse città del Veneto, come Treviso e Padova, e trascorse soggiorni a Roma, Bergamo e Trento, spaziando tra opere storiche, mitologiche e religiose, oltre a ritratti e paesaggi.L'opera raffigura il celebre episodio dell'Antico Testamento nel quale Giuseppe, uno dei dodici figli di Giacobbe, viene venduto come schiavo dai suoi stessi fratelli a Putifarre, capo delle guardie del re d'Egitto.
Dall'expertise di Egidio Martini:
"Il dipinto raffigurante 'Giuseppe venduto a Putifarre' è, a mio giudizio, opera sicura di Gaspare Diziani (Belluno 1689 – Venezia 1767). È uno dei suoi dipinti stilisticamente più robusti, dove la forma è modellata con fare quasi scultoreo. Questa singolare qualità non pregiudica però i valori coloristici dell'opera che, anche qui come sempre nel Diziani, si presentano con una ricchezza e uno splendore di tinte bellissime. Proprio per questi suoi caratteri formali ritengo che l'esecuzione del dipinto sia da porre tra il 1725 e il 1730, molto vicina al soffitto della Parrocchiale di Borbiago (VE), terminato prima del 1732 (cfr. Vincenzo da Canal, Vita del Lazzarini, 1809) e, ancora, alla Scena galante, dello stesso momento, della coll. Lapicirella di Firenze, illustrata nella mia 'Pittura veneziana del Settecento', 1964, fig. 169."Il dipinto è pubblicato da F. Valcanover in "Studi Trentini di Scienze Storiche", annata LX, n. 2, 1981, p. 290.
Nel 2025 la Soprintendenza del Piemonte ha riconosciuto l'opera di interesse per il patrimonio culturale nazionale, definendola "dipinto di grande qualità" e "un'importante aggiunta al catalogo del maestro". Il dipinto è corredato di Attestato di Libera Circolazione n. 101411 del 01/07/2024, rilasciato dall'Ufficio Esportazione di Milano.